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Nouilles Sanuki udon épaisses

I migliori udon: guida completa all'acquisto

In breve: i migliori udon dipendono dall'uso. Per una consistenza corposa ed elastica (il celebre koshi), gli udon di Sanuki sono il riferimento. Per una degustazione più delicata e raffinata, scegliete gli udon di Inaniwa. Le versioni fresche o surgelate offrono la consistenza migliore; quelle secche si conservano più a lungo.

Tipo Consistenza Ideale per
Sanuki (Kagawa) Spesso, sodo, elastico Kake udon, bukkake, riferimento per il koshi
Inaniwa (Akita) Sottile, liscio, delicato Degustazione raffinata, freddi (zaru)
Kishimen Piatto, largo Brodi, piatti a cottura lenta

Gli udon sono uno dei tipi di pasta più emblematici del Giappone: spessi e morbidi, sono fatti con farina di grano, acqua e sale. Ma non tutti gli udon sono uguali: varietà, forma e metodo di conservazione cambiano radicalmente il risultato nel piatto. Ecco come scegliere.

Che cosa rende buono un udon?

La qualità degli udon si giudica soprattutto dal koshi: quella consistenza soda ed elastica, leggermente resistente al morso, che li caratterizza. Dipende dalla farina, dalla lavorazione e dal riposo dell'impasto. Un buon udon deve inoltre avere una superficie liscia per trattenere bene il brodo e mantenere la consistenza in cottura senza diventare colloso.

I principali tipi di udon

Il Giappone conta molte specialità regionali. Gli udon di Sanuki (prefettura di Kagawa) sono i più famosi: spessi, sodi e dal koshi pronunciato, sono il riferimento per eccellenza. Gli udon di Inaniwa (Akita), più sottili e lisci, vengono tirati a mano e sono riservati alle degustazioni raffinate, spesso serviti freddi. I kishimen (regione di Nagoya), piatti e larghi, sono eccellenti nei brodi e nei piatti a cottura lenta.

Freschi, secchi o surgelati?

Formato Consistenza Conservazione Per chi
Freschi o surgelati Eccellente (koshi) Breve, oppure lunga nel congelatore Il miglior compromesso nel gusto
Semisecchi Molto buona Media Buon equilibrio
Secchi Buona Lunga (in dispensa) Praticità, scorta

Per la consistenza migliore, vincono gli udon freschi o surgelati: conservano tutta la loro morbidezza. Gli udon secchi, più pratici da tenere in dispensa, restano ottimi se cotti correttamente (rispettate i tempi, poi immergeteli in acqua fredda per fissare il koshi).

Come gustarli

  • Kake udon: in un brodo caldo di dashi, salsa di soia e mirin.
  • Zaru udon: freddi, da intingere in una salsa tsuyu.
  • Yaki udon: saltati in padella con verdure e salsa.
  • Curry udon: in un confortante brodo al curry giapponese.

Con cosa accompagnare gli udon?

I condimenti classici per gli udon sono numerosi: tempura (di gamberi o verdure, per il tempura udon), aburaage (tofu fritto dolce, per il kitsune udon), uovo in camicia, cipollotto, kamaboko (pasta di pesce) o una pioggia di briciole di tempura (tenkasu). Per insaporire, un po' di shichimi togarashi dà carattere al brodo e lo zenzero grattugiato aggiunge freschezza. Il punto di forza degli udon è che si prestano tanto ai brodi confortanti quanto alle versioni saltate o fredde.

Da dove vengono gli udon?

Gli udon fanno parte del patrimonio culinario giapponese da secoli. La prefettura di Kagawa, soprannominata «la prefettura degli udon», è la loro culla più famosa: vi si trova un numero impressionante di locali specializzati e gli udon di Sanuki (dal nome dell'antica provincia) sono una vera istituzione.

Ogni regione ha sviluppato la propria variante, secondo l'acqua, il grano locale e le abitudini: udon più o meno spessi, sodi o teneri, serviti caldi o freddi. Questa varietà spiega perché non esiste un solo tipo di udon, ma un'intera famiglia dalle caratteristiche distinte.

Gli errori da evitare

  • Cuocere troppo gli udon: perdono il loro koshi e diventano molli. Rispettate i tempi e assaggiateli.
  • Dimenticare il passaggio in acqua fredda: per gli udon serviti freddi, fissa la consistenza ed elimina l'amido in superficie.
  • Salare l'acqua di cottura: non serve per gli udon (l'impasto contiene già sale); usate abbondante acqua non salata.
  • Scegliere un formato inadatto: un udon secco di scarsa qualità non potrà mai competere con uno fresco o surgelato.

La nostra selezione a confronto

Ecco un confronto tra i nostri udon. Il nostro artigiano Sanuki Shisei usa più acqua nella lavorazione dell'impasto (dal 38 al 47 %), ottenendo una superficie liscia e lucida dopo la cottura.

Il nostro prodotto Profilo
Udon spessi di Sanuki Il riferimento: spesso, al dente, lucido
Udon spessi Maru Abbondante, bello spesso
Udon Hippari Artigianale, consistenza caratteristica
Gomamen (udon al sesamo) Aromatizzato al sesamo
  • La nostra scelta: gli udon spessi di Sanuki, il miglior rapporto tra consistenza e prezzo, il riferimento per il koshi.
  • Per accompagnarli: brodo dashi, salsa di soia e ciotole per ramen e udon.

Domande frequenti

Qual è la migliore marca di udon?

Più della marca conta il tipo: Sanuki per il koshi deciso, Inaniwa per la delicatezza. Per la consistenza, preferite le versioni fresche o surgelate.

Udon freschi o secchi: quali scegliere?

Gli udon freschi o surgelati offrono la consistenza migliore; quelli secchi sono più pratici da conservare e molto buoni se cotti correttamente.

Qual è la differenza tra udon e soba?

L'udon è un tipo di pasta spessa a base di grano; la soba è più sottile e a base di grano saraceno. Hanno consistenze e sapori molto diversi.

Come cuocere gli udon?

Immergeteli in abbondante acqua bollente non salata, rispettate i tempi indicati, poi sciacquateli con acqua fredda per rendere più soda la loro consistenza e rafforzare il koshi (tranne se li servite subito in brodo caldo).

Che cos'è il koshi?

È la consistenza soda ed elastica ricercata in un buon udon, l'equivalente della cottura «al dente» per la pasta giapponese.

Gli udon contengono glutine?

Sì, sono a base di farina di grano. Non sono quindi adatti a una dieta senza glutine.

Si possono congelare gli udon?

Sì, ed è anche un ottimo modo per preservarne la consistenza: gli udon surgelati sono rinomati per la loro qualità.

Quale brodo usare per gli udon?

Un brodo dashi insaporito con salsa di soia e mirin per il kake udon; una salsa tsuyu più concentrata per le versioni fredde.

Il nostro verdetto

Per iniziare, scegliete gli udon freschi o surgelati di Sanuki: offrono il miglior rapporto tra consistenza e piacere, con quel koshi elastico così caratteristico. Riservate gli udon di Inaniwa alle degustazioni più raffinate e tenete degli udon secchi in dispensa per le serate in cui avete poco tempo.